Come riconoscere i professionisti veri… e smascherare chi cerca incarichi con l’inganno
Nel mercato immobiliare esiste una differenza profonda tra i consulenti professionali, che lavorano con metodo, dati e responsabilità, e chi invece cerca incarichi attraverso scorciatoie, promesse fasulle o veri e propri inganni.
Per il cliente inesperto non sempre è facile distinguere le due categorie. Eppure, la scelta dell’agente immobiliare è decisiva: influisce sul guadagno finale, sui tempi di vendita, sulla qualità delle trattative e, soprattutto, sulla tranquillità con cui affrontare un passaggio economico e personale di grande valore.
Una regola, però, non sbaglia mai: il comportamento iniziale di un agente racconta esattamente come si comporterà per tutta la durata dell’incarico. Chi inizia con una bugia, continuerà a costruire bugie. Chi inizia con serietà, trasparenza e dati verificabili, manterrà la stessa linea fino alla compravendita.
Di seguito analizziamo le “ 3 trappole” più comuni utilizzate da agenti poco professionali e, soprattutto, come difendersi.
1. IL PREZZO GONFIATO
La promessa che fa perdere tempo, opportunità… e soldi reali
Vi racconto un fatto accaduto solo qualche settimana fa. Ricevo un incarico di vendita e svolgo ciò che ritengo il fondamento del mio lavoro: un’analisi comparativa accurata del mercato, basata su dati reali.
Individuo tre compravendite recenti, nella stessa zona con caratteristiche identiche all’immobile da valutare. Una di queste l’avevo venduta personalmente pochi mesi prima. I prezzi di vendita? Tra 260.000 e 280.000 euro. Presento al proprietario la mia valutazione accompagnandola con tutti gli elementi necessari a sostenerla: porto con me gli atti notarili più recenti, i valori al metro quadrato certificati, un’analisi accurata della domanda reale e una comparazione fotografica e documentale degli immobili già venduti. In questo modo il proprietario può comprendere con chiarezza il quadro completo del mercato e il perché della stima proposta.
E poi arrivano “gli altri agenti”
Passano pochi giorni. Il cliente mi informa che altri due agenti hanno visionato l’immobile. Il primo propone 320.000 euro. Il secondo rilancia ancora: 350.000 euro.
Mi sorge spontanea una domanda, e dovreste chiedervelo anche a voi: Sulla base di quale logica? Quali dati? Quali atti? Quali comparazioni?
Perché quando io faccio una stima, i valori che porto non sono numeri inventati. Sono il risultato di un lavoro tecnico: atti reali, vendite concluse, parametri verificabili. Loro, invece, si limitano a promettere.
Lo fanno sulla logica della leva psicologica.
Ed è qui che nasce la trappola: promettere un prezzo più alto significa sfruttare il vostro entusiasmo.
È una tecnica vecchia quanto il mercato immobiliare: gonfiare il prezzo per farvi firmare l’incarico, non per vendere davvero.
Poi, inevitabilmente, dopo alcune settimane/mesi arriva sempre la stessa telefonata:
“Abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo abbassare il prezzo.”
E a quel punto siete già dentro il meccanismo. Avete già pubblicato, vi siete già affidati, avete firmato con loro e avete già perso tempo prezioso. E siete, di fatto, intrappolati in un percorso costruito sulla promessa sbagliata, non sulla strategia corretta.
Perché il prezzo iniziale è decisivo
Perché partire con un prezzo fuori mercato non è una semplice “prova”. È una scelta che, fin dal primo momento, rischia di bruciare l’interesse dei potenziali acquirenti qualificati, di allungare i tempi di vendita e di esporre l’immobile a una svalutazione percettiva che diventa difficile da recuperare. Significa ritrovarsi a inseguire il mercato invece di anticiparlo.
Il principio chiave
Quando un professionista inizia con una promessa irreale, vi sta mostrando esattamente come si comporterà nel resto della trattativa: con improvvisazione, non con metodo. Con illusioni, non con dati. Con parole, non con risultati.
E se una relazione professionale nasce sulla distorsione della verità, è quasi impossibile che produca un risultato sano, efficace e conveniente per voi.
2. “ABBIAMO GiÁ UN CLIENTE PRONTO”
È una frase che molti proprietari si sentono ripetere spesso. Suona rassicurante, crea l’illusione di un mercato immediato, dà l’impressione che l’immobile sia già venduto. Ma, nella pratica, non ha alcun valore reale.
Ogni agenzia, piccola o grande che sia, ha un proprio database interno. Alcune hanno elenchi più aggiornati, altre più ampi, altre ancora più disordinati. Ma la verità è che i clienti giusti non si trovano nel database: si trovano attraverso la giusta strategia di marketing, la giusta comunicazione e un’analisi precisa del posizionamento dell’immobile sul mercato.
Chi dice “abbiamo già un cliente” non sta portando un offerta reale. Sta usando un’esca.
Perché se davvero esistesse un cliente pronto a comprare, la logica (se la tua intenzione è quella di vendere al prezzo più alto) vorrebbe un’altra domanda: “Perché fermarsi alla prima offerta, quando potresti raggiungere un intero pubblico?”
Oggi il mercato immobiliare premia la concorrenza. Più persone vedono l’immobile, più cresce l’interesse, più aumentano le probabilità non solo di vendere… ma di vendere bene, alle migliori condizioni.
Accettare il primo cliente “già pronto” significa limitare il potenziale, spegnere il mercato prima ancora di accenderlo.
È come mettere in vendita un’opera preziosa e mostrarla a una sola persona: magari comprerà davvero, ma come potrai sapere se avrai ottenuto il miglior risultato?
Un agente autorevole non punta alla soluzione più rapida. Punta alla soluzione migliore.
Raggiunge un pubblico ampio, genera visibilità, crea desiderio, favorisce la competizione. Per questo dico sempre: non vince chi arriva per primo. Vince chi porta le migliori condizioni, le migliori garanzie e il miglior prezzo.
Il segreto per ottenere una vendita da record è la percezione che l’acquirente non sia l’unico interessato.
E non mi riferisco alla classica frase da venditore: “Faccia in fretta, signora, perché domani viene un altro”, quelle sono solo sciocchezze.
Mi riferisco invece alla capacità del consulente di gestire il processo di vendita in modo da far percepire concretamente all’acquirente che c’è una reale competizione.
Noi lo facciamo attraverso un percorso preciso, che parte dal primo contatto del cliente per visitare la casa e si conclude il giorno dell’Open House, con la consegna del pacchetto informativo per la proposta d’acquisto. Ora, questo non è l’articolo in cui approfondire strategie e tecniche di vendita, e non voglio uscire dal tema principale. Ma, se desideri capire davvero come lavoro, come ottengo risultati e quali metodi utilizzo, puoi fare una cosa molto semplice: cerca su Google Adriano Feduzi.
Troverai recensioni, casi studio verificabili, articoli, contenuti tecnici e interviste che raccontano in modo trasparente il mio approccio professionale.
E se sei appassionato di immobiliare o vuoi migliorare le tue competenze come proprietario o investitore, ti invito a leggere il mio libro CA$A DA RECORD, disponibile su Amazon. È un concentrato di metodo, strategia e risultati reali, pensato proprio per chi vuole vendere al massimo prezzo, in tempi brevi e senza imprevisti.
3. “ZERO COMMISSIONI AL VENDITORE”
È una proposta che a prima vista può sembrare conveniente. Un’offerta che molti considerano un vantaggio immediato: “Non pago nulla, quindi risparmio.” In realtà, questa è una delle trappole più rischiose nel mondo delle compravendite immobiliari.
Quando un agente ti dice che non prenderà alcun compenso da te, è importante che tu comprenda un concetto fondamentale: se non lavora per te, allora sta lavorando per qualcun altro. E in una trattativa immobiliare, l’“altro” è sempre l’acquirente.
Ora, lascia che ti faccia una domanda semplice, diretta: un professionista che verrà pagato solo dalla parte acquirente, di chi tutelerà davvero gli interessi? La risposta è evidente. E non è a tuo favore.
Personalmente, solo l’idea di affidare la vendita di un immobile, un bene che spesso rappresenta il patrimonio di una vita, a qualcuno che lavora gratis per me, mi mette i brividi. Non perché sia cattiva fede. Ma perché è una questione di logica.
Perché se un agente non riesce a dare valore al proprio lavoro, se non è in grado di sostenere e difendere il suo compenso, come può essere in grado di sostenere e difendere il valore della tua casa, che è immensamente più importante?
Il compenso non è una spesa. Il compenso è la garanzia che il professionista sieda dalla tua parte del tavolo, che rappresenti i tuoi interessi, che negozi per te e non contro di te.
Ecco perché ti invito ad essere prudente. Le offerte “gratis” sono spesso le più costose: ti fanno risparmiare subito, ma ti fanno perdere molto di più quando conta davvero, al momento della trattativa.
State attenti.

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